martedì 7 settembre 2010

UN GRANDE SINDACO DI UN PICCOLO PAESE

"Ieri notte è stato ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, nostro inossidabile amico, in prima linea nelle battaglie per il parco del Cilento, contro l'abusivismo, per la raccolta differenziata, per la cura del territorio, tanto da essere stabilmente tra i comuni a cinque vele.
Insomma un caro amico e un amministratore da sempre in prima linea per difendere l'ambiente e la legalità. Il suo costante e attento lavoro, infatti, ha reso nel tempo la piccola realtà di Pollica un gioiello di buona amministrazione e un caso esemplare riconosciuto e apprezzato da cittadini e turisti.
Vogliamo dimostrare alla cittadinanza di Pollica, ai mandanti dell'omicidio, ai pubblici amministratori che Angelo Vassallo non ha seminato invano. Per questo organizziamo la partecipazione ai funerali con momenti di riflessione e bandiere a lutto."

Scritto da Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente.

lunedì 26 luglio 2010

NOTIZIE DAL CONSIGLIO COMUNALE DEL 23 LUGLIO 2010

Consiglio comunale estivo, tira aria pre feriale. Pochi presenti tra il pubblico, qualche vuoto anche tra i banchi del Consiglio per chi è già in vacanza.
Si comincia, dopo la lettura dei verbali, con l'accordo operativo con la Provincia di Milano per l'estensione della rete provinciale a larga banda in fibra ottica per telecomunicazioni.
Il Sindaco illustra la positività dell'intervento per le opportunità che si aprirebbero con la rete in fibra ottica e su nostra richiesta fatta in maggioranza, presenta, senza concordalo, un emendamento integrativo che garantisce il Comune a fronte di futuri interventi di manutenzione programmata sulla rete.
Il consigliere Sala, conferma la positività dell'intervento e rileva che seppur l'emendamento coglie in parte la necessità di garantire il Comune, con buon senso propone un'integrazione anche sui rischi di rotture della rete per accadimenti accidentali, inoltre chiede che sia messo a verbale la sua domanda al Direttore generale relativa al fatto se la sottoscrizione dell'accordo possa ingenerare un danno erariale per l'Amministrazione comunale mancando adeguate contropartite. Evidenzia anche l'eccessiva durata di 50 anni della convenzione. A nessuna di queste ulteriori richieste è stata data risposta ma per responsabilità nei confronti dell'unità della maggioranza i nostri consiglieri hanno votato il punto all'ordine del giorno. Il punto è stato approvato all'unanimità da tutti i consiglieri.

Sui successivi due punti: approvazione del regolamento per il funzionamento della Commissione comunale dei pubblici esercizi e indirizzi per la regolamentazione degli orari delle principali attività economiche, la maggioranza non ha fatto una bella figura.
Il Sindaco su richiesta delle opposizioni è stato costretto a ritirare il punto sul regolamentazione degli orari delle principali attività economiche perché, da quanto affermato dalle opposizioni, non si è seguito un corretto iter procedurale. Il ritiro del punto all'o.d.g. avvalora la tesi delle opposizioni. Non sappiamo se ciò e dovuto a pressapochismo oppure si è voluto forzare le procedure e perché. La domanda che ci poniamo: come è possibile che avvenga questo, dato che oltre alla eventuale responsabilità del Sindaco e della Giunta, in Amministrazione ci sono i responsabili e il Direttore generale che dovrebbero controllare il corretto iter procedurale delle deliberazioni.

I punti sui criteri generali per la concessione dell'impianto sportivo del campo di calcio di viale Europa e dell'area verde per la pratica sportiva del tiro con l'arco, presentati dall'assessore Zullo, dopo una discussione con una delle opposizione che sembrava senza fine, con emendamenti dapprima respinti e poi accolti anche dopo la votazione, chiusa da un risoluto intervento del consigliere Sala, sono stati approvati con il voto favorevole della sola maggioranza, con le opposizioni che votano una per l'astensione e una contro.

Infine l'assessora Ponzellini illustra la mozione presentata da Vivi Bussero sulla riduzione dei trasferimenti del Fondo Nazionale Politiche Sociali da parte della Regione Lombardia, dopo approfondito dibattito si passa al voto: la maggioranza è favorevole e le opposizioni si astengono.

Tutto sommato un consiglio comunale con punti favorevoli per la maggioranza, solo che andrebbe gestito meglio e non commessi errori che ci espongono nei confronti delle opposizioni.
Il senso di responsabilità, che come parte della maggioranza abbiamo fatto prevalere anche in questa occasione, non deve essere travisato da nessuno. Noi ci sentiamo impegnati perché questo è quanto abbiamo dichiarato e chiesto agli elettori, ma non tutto dipende da noi. Alcune impuntature del Sindaco nei nostri confronti non sono comprensibili. Una maggiore collegialità è necessaria. Maggiore chiarezza, preparazione e determinazione nei confronti delle opposizioni.

agi

Per leggere tutte le notizie dal Consiglio preparate dal consigliere Sala clicca qui

sabato 24 luglio 2010

COSA SUCCEDE ALLA FIAT

Post di Nichi Vendola

Ma che sta succedendo alla Fiat? Davvero si pensa che rievocare grottescamente un vallettismo d’antan possa rilanciare l’industria automobilistica nel nostro Paese? Davvero si pensa che con ‘politiche coloniali’ - trasferendo le produzioni in Paesi con condizioni più favorevoli per l’azienda, ma senza innovare, senza piani industriali complessivi, ‘dando la colpa’ di quello che accade a sindacati non accomodanti – si faccia fare un passo in avanti al gruppo automobilistico torinese?
Sono preoccupato per quello che sta accadendo.
Sono preoccupato per le migliaia di famiglie che passeranno un’estate di inferno anche a Torino.
Sono preoccupato per il rilancio del sistema impresa italiano.
Qualche settimana fa si parlava di Pomigliano come di un caso isolato, e proprio per la sua specificità si era tentato di convincere i lavoratori che era necessario sottostare alle condizioni umilianti decise dall'azienda. I lavoratori giustamente non li hanno creduti. Poi è venuto il caso di Melfi con le ritorsioni ai delegati sindacali. Ora il caso di Mirafiori.
Evidentemente non siamo più di fronte ad una casualità, ma a scelte precise che mettono in discussione la credibilità del piano industriale della Fiat e del suo management.
E tutto accade questo mentre siamo di fronte alla vera emergenza nazionale dell’Italia: la perdita ogni giorno di migliaia di posti di lavoro, il quotidiano passaggio di migliaia di famiglie da una vita dignitosa alla povertà.
Sono invidioso dei miei colleghi stranieri che di fronte alle crisi dei gruppi industriali nei propri Paesi vedono il loro governo parte attiva nel risolvere le vertenze. Questo non accade in Italia. Oltre al degrado morale che sta accompagnando la fase conclusiva della stagione berlusconiana, impressiona il disprezzo e il disinteresse con cui da Palazzo Chigi si seguono le vicende dell’economia italiana: il ministro fantasma dello sviluppo economico potrebbe oggi avere un ruolo chiave nell’imporre alla Fiat di aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori. Ma questo governo da due mesi questo ministro non lo ha. Il confronto invece tra azienda e parti sociali deve avvenire con urgenza.
Deve essere chiaro, alla Fiat innanzitutto, che le scelte autoritarie porteranno esclusivamente al disastro che deve essere assolutamente evitato. Non si può pensare che, chiuso il secolo del ‘900, invece di entrare nel terzo millennio, si voglia ritornare al all’800: il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e di una retribuzione dignitosa sono conquiste che non possono essere cancellate, neanche attraversando il mare Adriatico.

lunedì 19 luglio 2010

CONSIGLIO COMUNALE DEL 23 LUGLIO 2010 ORE 21

ORDINE DEL GIORNO

  1. Comunicazioni del Presidente
  2. Approvazione accordo operativo con la Provincia di Milano per l'estensione della rete provinciale a larga banda in fibra ottica per telecomunicazioni
  3. Approvazione del regolamento per il funzionamento della Commissione comunale dei pubblici esercizi 
  4. Indirizzi per la regolamentazione degli orari delle principali attività economiche
  5. Ratifica deliberazione G.C. n. 66 del 28/06/2010 avente per oggetto: "Variazione al bilancio di previsione 2010" 
  6. Criteri generali per la concessione dell'impianto sportivo del campo di calcio di viale Europa 8 bis
  7. Criteri generali per la concessione dell'area verde per la pratica sportiva del tiro con l'arco
  8. Mozione avente per oggetto: "Riduzione dei trasferimenti del Fondo Nazionale Politiche Sociali da parte della Regione Lombardia", presentata dai consiglieri di ViviBussero Ponzellini, Zerbini e Sala

 

mercoledì 7 luglio 2010

ALTA DISOCCUPAZIONE BASSI SALARI

QUESTA E' L'ITALIA REALE CON I SUOI PROBLEMI

Oggi a Parigi l'OCSE ha presentato il Rapporto sull'occupazione 2010, nel quale si sottolinea che il tasso di disoccupazione nell'area Ocse è cresciuto fino al punto massimo del dopoguerra, l'8,7%, nel primo trimestre 2010, che corrisponde a 17 milioni di persone disoccupate in più.
Nel documento si ribadisce anche come i salari italiani siano agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati. Nel 2008 si attestano in media a 31.462 euro (-0,1% rispetto al 2007), contro i 37.172 euro dei paesi Ocse (+0,1%) e i 37.677 dei paesi Ue (+0,5%).
Peggio dell'Italia solo Polonia (11.786 euro), Ungheria (12.462) Repubblica Ceca (13.613), Corea (20.838), Grecia (25.177) e Spagna (28.821).
Nettamente meglio i salari di Stati Uniti (40.243 euro), Francia (39.241) e Germania(37.203).
"I paesi Ocse devono creare 17 milioni di nuovi posti di lavoro per tornare ai livelli precedenti la crisi, ha detto il segretario generale dell'organizzazione Angel Gurrìa. "Rudirre insieme la disoccupazione e i deficit pubblici è una sfida molto difficile, ma antrambe le cose sono necessarie. Nonostante i segni di ripresa nella maggior parte dei paesi, rimane il rischio che milioni di persone perdano contatto con il mondo del lavoro. L'alta disoccupazione non può essere accettata come una nuova normalità e bisogna adottare una strategia politica di integrazione".
Nel complesso dell'area Ocse i disoccupati sono oggi 47 milioni. Ma aggiungendo le persone che hanno smesso di cercare lavoro o sono a part-time e vorrebbero un impiego a tempo pieno, cioè i sotto-occupati, si arriva alla stratosferica cifra di 80 milioni.
In Italia si evidenzia un peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro nell'ultimo anno. A maggio, il tasso di disoccupazione ha raggiunto l'8,7%, vale a dire un incremento di due punti percentuali dall'inizio della crisi.
Inoltre la ripresa dell'attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni Ocse suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011.
Cosa fa il Governo? Avanti con i suggerimenti......

domenica 4 luglio 2010

DISABILI

(dal sito http://www.vita.it/)
IL GOVERNO DELLA VERGOGNA di Franco Bomprezzi

Hanno fatto finta di capire, di essere disponibili a cambiare. Gianni Letta in persona aveva dichiarato che sarebbe stato il portavoce dei diritti delle persone disabili. Il presidente della commissione Bilancio del Senato, Azzollini, aveva promesso che un emendamento avrebbe fatto piazza pulita dell’innalzamento dal 74 all’85 per cento del limite minimo per accedere all’assegno di invalidità. E invece hanno iniziato quel sistematico e preordinato disegno di macelleria sociale che viene da lontano, che viene dalle parole del ministro Tremonti. (leggi tutto)

Pubblicato da Paola Cannata

mercoledì 30 giugno 2010

NOTIZIE DAL CONSIGLIO COMUNALE DEL 24 GIUGNO 2010

Gli argomenti salienti dibattuti in questo consiglio comunale riguardano l'approvazione del conto consuntivo 2009, una mozione sul federalismo europeo e alcune interpellanze.
Il conto consuntivo, che è il risultato della gestione del bilancio dell'anno precedente, è stato approvato dalla maggioranza con il voto contrario delle opposizioni. Una sintesi la trovate nell' INFORMA allegato. (clik per vedere)
La mozione sul Federalismo Europeo è stata approvata dalla maggioranza. Il testo integrale lo trovate cliccando quì.

lunedì 21 giugno 2010

CONSIGLIO COMUNALE DEL 24 GIUGNO 2010 ORE 21

ORDINE DEL GIORNO

  1. Comunicazioni del Presidente
  2. Approvazione del conto consuntivo relativo all'esercizio finanziario 2009
  3. Ratifica delibera G.C. n. 48 del 17.5.2010 "Variazione al Bilancio di previsione 2010"
  4. Conferma organi collegiali ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell'Ente
  5. Mozione in merito alla "Necessità di una Federazione Europea per la realizzazione di pace, libertà, giustizia e di una società attenta alle problematiche ambientali in un mondo sempre più interdipendente", presentata dai consiglieri Sala e Zerbini di Vivi Bussero
  6. Interpellanza avente per oggetto: "Stato avanzamento lavori spogliatoi viale Europa"", presentata dal gruppo consiliare Bussero Domani
  7. Interpellanza avente per oggetto: "Aumento tariffe del parcheggio auto alla stazione MM",  presentata dal gruppo consiliare Bussero Domani
  8. Interpellanza avente per oggetto: "Situazione parcheggio auto pubbliche", presentata dal gruppo consiliare Bussero Domani
  9. Interpellanza avente per oggetto: "Ritardo realizzazione ciclopedonale via Monza", presentata dal gruppo consiliare Progetto Bussero
  10. Interpellanza avente per oggetto: "Gestione campo sportivo cia C.A. Dalla Chiesa", presentata dal gruppo consiliare Progetto Bussero
  11. Interpellanza avente per oggetto: "Riscaldamento della scuola primaria funzionante fino alla fine della scuola", presentata dal gruppo consiliare Progetto Bussero


martedì 15 giugno 2010

ATTACCO AL LAVORO

Si spingono in basso salari e condizioni di lavoro per allinearli ai Paesi emergenti.
Arriva la nuova “metrica del lavoro” con il computer che controlla.
 
Il Governo e Confindustria continuano la loro incessante opera di stravolgimento del mondo del lavoro, demolendone i più elementari diritti. L’ennesima ghiotta occasione è data dallo stabilimento della FIAT di Pomigliano, che a detta dell'astuto Marchionne è diventato non più produttivo, quindi, o si delocalizza in un paese dell'est europeo, o si deve procedere con un immediato aumento della sua capacità produttiva.
Aumento della capacità produttiva significa da parte di FIAT imporre un contratto aziendale, derogando di fatto i principi del contratto nazionale e del diritto di sciopero.
Nel dettaglio le condizioni che FIAT utilizza come elementi indispensabili per il mantenimento dello stabilimento sono: l’implementazione di 18 turni settimanali sulle linee di montaggio, 120 ore di straordinario obbligatorio, riduzione delle pause dagli attuali quaranta minuti a trenta per ogni turno, possibilità di comandare lo straordinario nella mezz’ora di pausa mensa per i turnisti, possibilità di derogare dalla legge che garantisce pause e riposi in caso di lavoro a turno, sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che vi aderiscono, fino al licenziamento, facoltà di non applicare le norme del Contratto nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa.
Non è tutto. Ben 19 pagine sulle 36 del documento Fiat consegnato ai sindacati a fine maggio sono dedicate alla "metrica del lavoro."
Si tratta dei metodi per determinare preventivamente i movimenti che un operaio deve compiere per effettuare una certa operazione e dei tempi in cui deve eseguirli; misurati, si noti, al centesimo di secondo. Per certi aspetti si tratta di roba vecchia: i cronotecnici e l'analisi dei tempi e dei metodi erano presenti al Lingotto fin dagli anni 20. Di nuovo c´è l'uso del computer per calcolare, verificare, controllare movimenti e tempi, ma soprattutto l'adozione a tappeto dei criteri organizzativi denominati World Class Manufacturing (Wcm, che sta per "produzione di qualità o livello mondiale").
L´ideale nel fondo della Wcm è il robot, che non si stanca, non rallenta mai il ritmo, non si distrae neanche per un attimo. Con la metrica del lavoro si addestrano le persone affinché operino il più possibile come robot.

Sarebbe interessante vedere quante settimane resisterebbero a un simile modo di lavorare coloro che scuotono con cipiglio l´indice nei confronti dei lavoratori e dei sindacati esortandoli a comportarsi responsabilmente, ossia ad accettare senza far storie le proposte Fiat.
Un accordo, quello proposto dalla FIAT destinato ad azzerare la responsabilità sociale d’impresa in nome di una produzione destinata a saturare un mercato dell’automobile in profondissima crisi.
È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L'industria mondiale dell'auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente.
È qui che cadono i veli della globalizzazione. Essa è consistita fin dagli inizi in una politica del lavoro su scala mondiale. Dagli anni 80 del Novecento in poi le imprese americane ed europee hanno perseguito due scopi. Il primo è stato andare a produrre nei paesi dove il costo del lavoro era più basso, la manodopera docile, i sindacati inesistenti, i diritti del lavoro di là da venire. Ornando e mascherando il tutto con gli spessi veli dell'ideologia neo-liberale. Al di sotto dei quali urge da sempre il secondo scopo: spingere verso il basso salari e condizioni di lavoro nei nostri paesi affinché si allineino a quelli dei paesi emergenti. Nome in codice: competitività. La crisi economica esplosa nel 2007 ha fatto cadere i veli della globalizzazione. Politici, industriali, analisti non hanno più remore nel dire che il problema non è quello di far salire i salari e le condizioni di lavoro nei paesi emergenti: sono i nostri che debbono, s´intende per senso di responsabilità, discendere al loro livello.
È nella globalizzazione ormai senza veli che va inquadrato il caso Fiat. Se in Polonia, o in qualunque altro paese in sviluppo, un operaio produce tot vetture l´anno, per forza debbono produrne altrettante Pomigliano, o Mirafiori, o Melfi. È esattamente lo stesso ragionamento che in modo del tutto esplicito fanno ormai Renault e Volkswagen, Toyota e General Motors. Se in altri paesi i lavoratori accettano condizioni di lavoro durissime perché è sempre meglio che essere disoccupati, dicono in coro i costruttori, non si vede perché ciò non debba avvenire anche nel proprio paese.
Va anche ammesso che davanti alla prospettiva di restare senza lavoro in una città e una regione in cui la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ha già raggiunto livelli drammatici, la maggioranza dei lavoratori di Pomigliano – ben 15.000 se si conta l´indotto – potrebbe anche essere orientata ad accettare le proposte Fiat in tema di organizzazione della produzione e del lavoro. La disperazione, o il suo approssimarsi, è di solito una cattiva consigliera; ma se tutto quello che l'azienda o il governo offrono è la scelta tra lavorare peggio, oppure non lavorare per niente, è quasi inevitabile che uno le dia retta.
Occorre pure trovare il modo e la forza di dire anzitutto che le condizioni di lavoro che Fiat propone loro sono durissime. E, in secondo luogo, che esse sono figlie di una globalizzazione ormai senza veli, alle quali molte altre aziende italiane non mancheranno di rifarsi per imporle pure loro ai dipendenti.
Siamo sicuri che il futuro passi attraverso un aumento della produzione di auto?
Si è parlato molto di conversione dello stabilimento di Pomigliano ma nulla è stato fatto, l’auto sembra rimanere ancora un grande affare, ecco perchè l’industria delle energie alternative stenta a decollare.
Stiamo assistendo inermi alla sconfitta della stessa idea di come affrontare le sfide del futuro.
Le urgenze di politiche destinate ad uno sviluppo sostenibile basato sulla crescita economica e sociale capace di integrare qualità della vita ed equità sono state cancellate da ricatti che hanno il solo scopo di mercificare sia il lavoro che il lavoratore.
La mancanza di alternative non è caduta dal cielo. È stata costruita dalla politica, dalle leggi, dalle grandi società, dal sistema finanziario, in parte con strumenti scientifici, in parte per ottusità o avidità.
Toccherebbe alla politica e alle leggi provare a ridisegnare un mondo in cui delle alternative esistono, per le persone non meno per le imprese.
Non dobbiamo lasciare solo l’unico sindacato in grado di opporsi a questa dirompente strategia anti-sociale, tutte le forze di opposizione sia politica che sociale devono mobilitarsi per dare una nuova voce ai diritti del lavoratore che rischia sempre più di essere alienato.

lunedì 14 giugno 2010

BANKITALIA SUI CONTI PUBBLICI

DEBITO PUBBLICO A LIVELLI RECORD

Debito pubblico a livelli record: ad aprile si è attestato a 1.812,790 miliardi di euro, il livello assoluto più alto mai raggiunto. Lo comunica la Banca d'Italia. A marzo si era attestato a 1.797,7 miliardi, mentre nell'aprile 2009 il debito pubblico ammontava a 1.749,28 miliardi di euro.
Dal supplemento al Bollettino Statitistico della Banca d'Italia emerge inoltre che le entrate sono diminuite nei primi quattro mesi del 2010. Le entrate tributarie nel primo quadrimestre si sono attestate infatti a quota 104,794 miliardi di euro, in calo dell'1,86% rispetto ai 106,787 miliardi registrati nel primo quadrimestre 2009. Nel solo mese di aprile le entrate, calcolate da via Nazionale con il metodo della cassa, sono state pari a 25,122 miliardi (25,771 miliardi ad aprile 2009).
Un calo confermato dal ministero dell'Economia anche sotto il profilo della 'competenza' (a differenza della Banca d'Italia che utilizza invece il criterio di cassa, che contabilizza entrate e uscite quando queste sono effettivamente avvenute): "Continua a rallentare il calo delle entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica: il periodo gennaio-aprile 2010 fa registrare -1,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in miglioramento rispetto al risultato di marzo (-1,3%) e di febbraio (-1,4%)". Il gettito totale del periodo è 108.799 milioni di euro, 1.310 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
(da - La Repubblica)

..... e il Governo in altre faccende affaccendato continua a dirci che tutto và bene!