L’impatto della manovra economica del
Governo sui Comuni
I dati
illustrati nelle diapositive che potete facilmente consultare sono ,
di per sé, eloquenti.
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Una vera
ripresa potrà esserci solo in presenza di un aumento
dell’occupazione, del superamento dell’attuale precarietà che
contraddistingue le giovani generazioni, nella possibilità di
investimenti da parte dei Comuni con una rivisitazione radicale
dell’attuale Patto di Stabilità Interno.
Come si
evince dall’illustrazione, il comparto dei Comuni e degli Enti
locali in generale è stato chiamato a contribuire al risanamento
della finanza pubblica in modo particolarmente pesante in questi
ultimi sei anni, con provvedimenti economico finanziari che hanno
chiesto loro un contributo sproporzionato e di molto superiore
all’importo che rappresentano all’interno della Pubblica
Amministrazione (il 7,6% della spesa pubblica totale ed il 2,5% del
debito totale del Paese).
Risulta
incontestabile che le necessarie politiche nazionali di riduzione del
debito dovrebbero essere concentrate anche sugli altri settori
pubblici, a partire dallo Stato.
I Comuni
possono seriamente contribuire alla ripresa economica, dando loro la
possibilità dell’allentamento dei vincoli imposti dal Patto di
Stabilità Interno che, di fatto, inibiscono oggi qualsiasi
possibilità di sostenere le spese in conto capitale.
Oggi si
assiste all’irresponsabile comportamento del Governo nei confronti
degli Enti locale, che, ormai a fine anno, non sono in grado di
onorare i propri impegni, risultandone, anzi, ulteriormente
penalizzati.
Non c’è
a tutt’oggi traccia del versamento della 2^ rata dell’IMU sulla
1^ casa. Per converso, a metà novembre, sono stati resi noti
ulteriori tagli che, per il Comune di Bussero, ammontano a 325.000
euro. Se, poi, a tale importo si aggiungono i 288.000 euro della
revisione di spesa («spending review»), il taglio
complessivo per il 2013 supera i 600.000 euro!
Lascio al
lettore ogni commento.
In una
mozione che presenteremo al prossimo Consiglio comunale:
- chiediamo al Governo di versarci i trasferimenti dovuti e di avere rispetto per i luoghi, come i Comuni, dove si misura la qualità della vita dei cittadini;
- denunciamo il fatto che lo Stato, da un lato, ci toglie le risorse e, dall’altro, non ci dà la possibilità di operare secondo i principi di autonomia e responsabilità, penalizzando Comuni come quello di Bussero, impedendogli di spendere le disponibilità economiche già esistenti;
- parteciperemo, assieme agli altri Comuni, alle iniziative che saranno intraprese a sostegno delle ragioni testé evidenziate.
Chissà
se le nostre proteste saranno ascoltate, visto che c’è sempre
pronto l’alibi del Governo: «Ce lo chiede l’Europa!».
Michele Sala
Assessore al Bilancio
Comune di Bussero
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